Come funzionano le CDP? Stanno davvero conquistando il mercato? E perché? Vediamolo in questo articolo

I sistemi di Customer Data Platform (o CDP) sono ormai in forte espansione. In un altro articolo della Business School di White Rabbit, avevamo affrontato il tema di che cos’è una CDP e della sua utilità. Ma prima di occuparci dei vantaggi offerti da piattaforme come questa, crediamo sia utile riprenderne almeno una definizione. Da Wikipedia, per esempio, assumiamo che:

A Customer Data Platform (CDP) is a marketer-based management system. It creates a persistent, unified customer database that is accessible to other systems. Data is pulled from multiple sources, cleaned and combined to create a single customer profile. This structured data is then made available to other marketing systems. A CDP provides real-time segmentation for personalized marketing.

The CDP market is currently a $300 million industry and projected to reach $1 billion by 2019.

Si tratta di sistemi/software che creano un database unificato dei customer, combinando dati da molteplici fonti, tali da creare un singolo profilo utente. Quest’ultimo combina le informazioni classiche da CRM con le informazioni provenienti da altre fonti, per poi rendere disponibili questi profili ad altre applicazioni.

Le CDP, come vedremo in seguito, offrono caratteristiche di analisi dei dati avanzate, e risultano di grande interesse per le aziende che vogliono sviluppare in modo significativo l’efficacia delle azioni di marketing. In base alle fonti – come quella citata sopra – ci si attende una forte crescita del mercato delle CDP per il 2019, arrivando ad un giro di affari di un miliardo di dollari.

Un modello standard

Prima di occuparci di Customer Data Platform: vantaggi (e comparazioni), come recita il titolo di questo articolo, è bene sottolineare che – in questo contesto di grande interesse per piattaforme software CDP – è facile comprendere la creazione di uno standard da parte di OASIS (che sta per Organization for the Advancement of Structured Information Standards). Si tratta di un consorzio no-profit che lavora su sviluppo, convergenza e adozione di standard aperti in vari ambiti tra cui sicurezza, internet delle cose, energia, gestione di contenuti e ha come membri aziende del calibro di IBM, Microsoft e Oracle.

Nell’ambito delle CDP OASIS sta lavorando ad uno standard, ancora non definitivo, con l’obiettivo di stabilire un insieme comune e standardizzato di caratteristiche di una CDP. In particolare lo standard si pone l’obiettivo di definire funzioni e modalità per supportare la gestione di esperienze utente personalizzate su canali, mercati e sistemi eterogenei, semplificando la gestione, integrazione e interoperabilità tra le varie soluzioni che forniscono servizi come CRM, Big Data, Machine Learning e Marketing digitale.

I casi d’uso tipici sono:

  • conoscere meglio clienti, prospect e visitatori in generale dei propri canali digitali (sito, social, …);
  • fornire esperienze d’uso personalizzate su siti e app;
  • essere conformi alle regole imposte dal GDPR;
  • avere il controllo totale dei propri analytics e gestire reportistica avanzata e integrata;
  • evitare di dover gestire numerosi strumenti diversi, con aggravio di costi, tempi e impossibilità di effettuare analisi incrociate sui dati;
  • segmentare in modo avanzato i propri lead;
  • effettuare azioni su base di eventi e regole avanzate.

Lo standard prevede che le CDP possano esportare i dati verso altri sistemi per gestire le azioni: ad esempio, tramite la CDP individuo un segmento di utenti su cui effettuare una campagna di mail marketing e la CDP viene interfacciata con uno strumento esterno di mail marketing per l’effettuazione dell’azione di invio.

CDP esistenti: una panoramica

Attualmente è in corso di sviluppo un’implementazione ufficiale dello standard, denominata Unomi sotto il controllo della Apache foundation. Unomi implementa una serie di API da integrare in altre piattaforme software che possano fornire il panorama completo di funzionalità utili per una gestione avanzata del proprio business. L’azienda che principalmente si occupa dello sviluppo di Unomi offre anche una propria piattaforma commerciale che integra una serie di funzionalità, come la gestione di form, la produzione di contenuti per newsletter e landing pages e i connettori verso altri sistemi (es. Mailchimp). Il pricing per un’installazione di base (possibile solo on-premise e non in cloud), che include 1 server e 3 utenti del software, CDP, form e content editor è di quarantaduemila dollari/anno, escluso i connettori verso altri sistemi (che costano circa quindicimila dollari ciascuno). Aggiungendo altre opzioni, ridondanza dei server, ecc… è facile arrivare a cifre ben superiori.

White Rabbit versus CDP: una comparazione

Che cosa offre White Rabbit rispetto ad Unomi e, in generale, rispetto all’offerta del mercato CDP? Decisamente molto di più ad un costo sensibilmente inferiore. Bisogna considerare almeno tre aspetti:

  • Funzionalità CDP e marketing
  • Offerta cloud/SaaS
  • Integrazione con altri sistemi

Riguardo le funzionalità strettamente CDP, White Rabbit le copre ampiamente poiché include la raccolta di informazioni da più fonti, la loro integrazione in un unico database, gli strumenti avanzati di analisi e una efficace segmentazione grazie a filtri real-time sui dati. La marketing automation inoltre può reagire in tempo reale agli eventi e può sfruttare i filtri avanzati. Tutte le funzionalità sono già integrate tra di loro per cui non è necessario sviluppare interfacce verso altri sistemi (come prevede lo standard CDP) per offrire le funzioni di gestione GDPR, editing contenuti, invio newsletter e così via. In generale le funzioni offerte sono decisamente più ampie della concorrenza, poiché la piattaforma integra strumenti di project management, ticketing, CRM, marketing e così via.

 

 

White Rabbit inoltre è una piattaforma cloud che sfrutta le infrastrutture Amazon AWS: non richiede l’installazione on premise di un server, la sua configurazione e manutenzione, costi di gestione, backup e aggiornamento, oltre che costi di rete per connessione, raccolta dati e gestione delle altre funzioni di marketing.

Riguardo l’integrazione con altri sistemi, White Rabbit integra una serie di connettori che consentono di interfacciarsi verso altri sistemi software. Inoltre è possibile esportare i dati da White Rabbit in formato Excel e sono in corso di sviluppo ulteriori funzionalità di esportazione.

P.S. È prossimo al rilascio un connettore Zapier che consentirà di ampliare enormemente la quantità di software collegabili.

 

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